venerdì 19 giugno 2009

I GRASSI IDROGENATI...DA EVITARE

I grassi idrogenati: alimento o veleno? Per legge, nel 2007 la risposta è ancora alimento, anche se la scienza ha ormai appurato che procurano un danno non indifferente alla salute, causato dall'elevato contenuto di acidi grassi trans.

Il problema più grave derivante dal consumo di grassi idrogenati è l'aumento del rischio cardiovascolare. I grassi idrogenati infatti causano un innalzamento del colesterolo cattivo (LDL) e allo stesso tempo provocano una diminuzione del colesterolo buono (HDL), peggiorando quindi "su due fronti" il rischio di incidenti cardiovascolari. Per dare un'idea dell'importanza del problema, si stima che negli Stati Uniti siano decine di migliaia ogni anno le vittime di problemi cardiaci evitabili con l'eliminazione dei grassi idrogenati dalla dieta.

A differenza dei grassi saturi che, nelle quantità corrette, sono utili all'organismo, i grassi idrogenati non sono assolutamente necessari: in altre parole la quantità giornaliera raccomandata è di zero grammi.

Negli Stati Uniti, dal 2006, i produttori sono obbligati a indicare sulle etichette nutrizionali degli alimenti la quantità di grassi trans contenuti. Questo risultato è stato ottenuto grazie alle campagne e alle petizioni promosse dalle associazioni non-profit, prima fra tutte BanTransFats.com.

In Italia siamo ancora un po' indietro con la diffusione di informazioni sui grassi idrogenati (solo una piccola minoranza della popolazione conosce termini come "idrogenazione" e "grassi trans"), principalmente per due motivi:

  • interessi economici: i grassi idrogenati sono "una manna" per i produttori; gli interessi economici sono notevoli e gli organi di informazione, purtroppo, spesso preferiscono parlare d'altro (ad esempio per "accontentare" gli inserzionisti).
  • mancanza di emergenza: per fortuna in Italia il problema non è così grave come negli Stati Uniti in quanto, mediamente, si consuma una quantità inferiore di grassi trans. Alti paesi sono stati "costretti" ad affrontare il problema dato che la situazione era di vera emergenza per la salute pubblica.

I PERICOLI DEI RIPETITORI...

I ripetitori che assicurano i contatti radio fra i cellulari e la rete telefonica, sono pericolosi per la salute ?
In Francia sono 18.000. I campi elettromagnetici che questi producono oscillano fra i 900 e 1100 MGz, secondo i costruttori. A queste frequenze, paragonabili a quelle dei forni a micro-onde, le onde penetrano nel cuore dei tessuti del corpo umano. La potenza dei ripetitori varia da 1O a 50 W. Più la potenza è elevata e più è vicina al ripetitore e più il calore immesso nei tessuti è elevato. Quando ci si allontana l'energia decresce con la distanza.
In poche parole, se si ricevono 10 W a 2 metri di distanza, si riceveranno 0,5 w a 4 metri. I pompieri, quelli che lavorano sui tetti, che riparano i cornicioni, che lavano i vetri, ecc. devono dunque evitare di avvicinarsi ai ripetitori.
Quanto agli abitanti situati in prossimità dei ripetitori, questi devono allontanare il più possibile il loro letto dalla fonte di emissione perché queste onde elettromagnetiche attraversano il vetro e in parte anche il cemento.

lunedì 27 ottobre 2008

Stiamo per perdere pure il diritto allo studio!

Cari amici...
Ormai in questi giorni non si può che non parlare della riforma gelmini, sulla quale ci sono dibattiti e discussioni che occupano migliaia di pagine web, oltre che giornali, tg, scuole, ecc...
Io penso solo che se questa riforma andrà avanti, (e purtroppo sarà cosi...), il futuro per noi ragazzi e quelli che verranno dopo di noi sarà seriamente compromesso...
L'italia di deve cacciare i debiti proprio tagliando la cosa più importante...l'istruzione! Roba da non credere...non sò molto come funziona negli altri stati ma il nostro và sempre più a fondo e non cè verso di risalita...vi invito a visitare i seguenti link:
1) http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
2) http://www.repubblica.it/scuola_e_universita/index.html?ref=hphead
3) http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html